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Terrazza d’Autore, conclusa la XX edizione

Immagine del redattore: Terrazza d'Autore
Terrazza d'Autore
28 ago 2025
Tempo di lettura: 3 min

Si è conclusa ieri sera, con l'incontro dedicato ad Antonia Arslan e al suo romanzo La masseria delle allodole, la ventesima edizione di Terrazza d’Autore, la rassegna letteraria curata da Ornella Fulco e Stefania La Via che dal 15 luglio ha animato le sere d'estate del Teatro comunale "On. Nino Croce" di Valderice.


Sei appuntamenti, un unico filo conduttore — "Confine/confini" — capace di attraversare generi, linguaggi e sensibilità diverse, restituendo al pubblico un'immagine plurale e stratificata di un tema tanto antico quanto, come è stato più volte sottolineato dal palco, dolorosamente attuale.


Ad aprire la rassegna, il 15 luglio, è stato Luigi Lo Cascio, che con Storielle per granchi e per scorpioni ha condotto il pubblico in un bestiario letterario capace di smontare certezze e restituire, con leggerezza e profondità insieme, uno sguardo nuovo sulla quotidianità.


Il 18 luglio è stata la volta di Gianfranco Perriera, che ha ripercorso il pensiero di Giacomo Leopardi come figura sospesa "al confine tra gli opposti", in dialogo ideale con la modernità e i suoi falsi miti del progresso.


Il 24 luglio Renzo Cremona è tornato sul palco di Terrazza d'Autore — un habitué della rassegna — per presentare Obsolescenza programmata, raccolta poetica sulla caducità e sul rapporto, sempre più teso, tra individuo, tecnologia e società contemporanea. L'8 agosto, Stefania Auci ha spostato la riflessione sul confine tra maschile e femminile nella letteratura del Novecento, partendo dall'Orlando di Virginia Woolf per interrogare le rappresentazioni letterarie dell'identità di genere.


Il quinto incontro ha avuto un formato diverso, quello dello spettacolo di teatro-concerto: "Nata a primavera. Alda Merini, tra ragione e follia", ideato da Rosalia Billeci con Maria Rainieri, Francesca Ciaccio, Angela Mirabile e Carmelo Farina, ha reso omaggio alla poeta milanese e al confine, spesso labile, tra vita e poesia, tra lucidità e alienazione.


A chiudere la rassegna, il 26 agosto, Antonia Arslan, scrittrice e traduttrice di origini armene, ha raccontato la genesi de La masseria delle allodole, romanzo che ha dato voce alle memorie familiari legate al genocidio armeno del 1915 e che, tradotto in quindici lingue, ha contribuito a portare all'attenzione internazionale una pagina di storia per lungo tempo rimasta ai margini. Un incontro che ha restituito, forse più di ogni altro, il senso ultimo del tema scelto per questa edizione: il confine come cicatrice, ma anche come racconto da custodire e trasmettere.


Vent'anni di parole, una comunità che si rinnova

"In un tempo segnato da nuove barriere, fisiche e simboliche, e da un rinnovato bisogno di dialogo e apertura — commentano le curatrici della rassegna Ornella Fulco e Stefania La Via — la Letteratura ci invita a ripensare il confine non come muro ma come luogo d'incontro".


Un principio che ha attraversato l'intera edizione e che, a vent'anni dalla nascita di Terrazza d’Autore, ne conferma l'identità più profonda: quella di uno spazio di ascolto e di dialogo capace di intrecciare voci, provenienze e percorsi diversi.


La rassegna, inserita nella Rete delle Rassegne e dei Festival letterari della provincia di Trapani, si è svolta anche quest'anno sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) del Ministero della Cultura, con il partenariato di BiblioTP – Rete delle Biblioteche della provincia di Trapani, nell'ambito delle attività legate al progetto culturale Axis MAB e al Museo "San Rocco" di Trapani, con il patrocinio del Comune di Valderice e la collaborazione della Biblioteca Comunale "De Stefano" di Valderice e della Libreria del Corso di Trapani.


Cala dunque il sipario su un'edizione che ha saputo interrogare, senza retorica, uno dei temi più urgenti del nostro presente. E se il confine, come è stato ricordato più volte durante gli incontri, "prima che una linea è una narrazione da ascoltare e riscrivere insieme", Terrazza d'Autore lo ha fatto ancora una volta: con la parola come strumento di incontro, e Valderice come suo palcoscenico naturale. Appuntamento alla ventunesima edizione.


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