"Alle radici dell'identità siciliana". Gaspare Balsamo e il suo "Cunto saraceno"
- Terrazza d'Autore
- 21 lug
- Tempo di lettura: 2 min

Un viaggio dentro l’anima più profonda della Sicilia, là dove la memoria si intreccia con il mito, la Storia e la leggenda e la parola torna ad essere racconto vivo
Si è aperta così la XXI edizione di Terrazza d’Autore, la rassegna letteraria ideata e condotta da Ornella Fulco e Stefania La Via, che quest’anno ha scelto come filo conduttore il tema delle “Radici”, intese come appartenenza, memoria e identità, senza rinunciare alla capacità di guardare al futuro.
Ad inaugurare il cartellone è stato Gaspare Balsamo con il suo Cunto saraceno. Vita, miracoli e morte di Gesù Giufà Orlando, pubblicato da Cue Press, un’opera che supera la pagina scritta per trasformarsi in una moderna narrazione orale, capace di fondere teatro, poesia, tradizione popolare e riflessione civile.
Il Teatro Comunale “On. Nino Croce” di Valderice ha accolto un pubblico numeroso e partecipe che ha seguito con attenzione ogni passaggio dell’incontro. L’autore, forte della sua esperienza di attore e cuntista, non si è limitato a presentare il libro, ma ne ha restituito tutta la forza evocativa, alternando riflessioni e momenti di intensa narrazione nella conversazione condotta da Ornella Fulco.
Un racconto che ha saputo emozionare gli spettatori, trasportandoli dentro una Sicilia medievale e insieme contemporanea dove convivono culture, religioni e linguaggi differenti.
Al centro del volume c’è una riscrittura poetica ispirata alle Novelle saracene di Giuseppe Bonaviri, dalla quale prende forma una vicenda in cui Gesù, Giufà e Orlando diventano protagonisti di una grande allegoria mediterranea. È un’opera che recupera antiche tradizioni popolari e restituisce dignità a una parte spesso dimenticata della storia siciliana, quella delle profonde influenze arabe e islamiche sedimentate nei secoli nell’identità dell’isola. Attraverso una lingua che alterna italiano e siciliano, poesia e oralità, Balsamo costruisce un universo narrativo in cui il confine tra sacro e profano, tra storia e fantasia, si dissolve continuamente.
Nel corso della conversazione è emerso come Cunto saraceno rappresenti molto più di un’opera letteraria. È una riflessione sul dialogo tra le culture, sul valore della memoria e sulla necessità di custodire le radici senza trasformarle in confini. Una narrazione che utilizza la tradizione del cunto per affrontare temi quanto mai attuali, dalla convivenza tra popoli alla difesa delle identità culturali, fino al rifiuto di ogni forma di sopraffazione.
L’entusiasmo del pubblico è stato evidente per tutta la durata dell’incontro. Al termine, lunghi applausi hanno salutato Gaspare Balsamo, protagonista di una serata che ha saputo coniugare letteratura, teatro e memoria in un’unica intensa esperienza culturale.
Qui il podcast integrale
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